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mercoledì, maggio 27, 2009

In Italia



(foto da Internet)

Cari allievi del Basico, vi presentiamo questa pagina web che sarà, senz'altro, del vostro interesse. Gli autori la definiscono "Un progetto pilota per una cittadinanza attiva". Leggiamo nella suddetta pagina:
L’Italiano come idioma di una nuova cittadinanza attiva e non più lingua dell’emergenza e della necessità: questo l’obiettivo di In Italia, un articolato progetto pilota di Rai Educational e Ministero della Pubblica Istruzione per la diffusione della lingua italiana di base, rivolto a stranieri adulti e giovani-adulti di nuova residenza nel nostro Paese.
Conoscere la materia prima di una lingua, i suoi modelli comunicativi, i suoi equilibri e le segrete geometrie, possederla attraverso le parole vuol dire innanzitutto poter relazionarsi agli altri, lavorare, essere riconosciuti e riconoscere, poter ascoltare nella certezza di essere ascoltati, poter costruire o ricostruire una identità civile.
In Italia si pone quindi come un’offerta formativa pensata come nucleo per un futuro cantiere di cittadinanze.
Le puntate ci mostrano delle situazioni comunicative audiovisive (docufiction) di cui ci sono le trascrizionice (attenti, c'è una prima serie e una seconda serie). La sezione Le parole dell'italiano ci spiega il significato di alcune parole ed espressioni italiane. La Bussola ci fa viaggiare attraverso le città italiane e le vite dei cittadini stranieri e italiani che ci risiedono.
Vi consigliamo inoltre di fare le attività proposte dopo ogni puntata.


Per la difesa della Cultura Classica


Un meme è, secondo il dizionario De Mauro “un elemento regolante i comportamenti degli individui di una collettività della stessa specie trasmesso non per via genetica ma per via culturale, attraverso apprendimenti imitativi”. La parola è stata coniata da Richard Dawkins nel suo libro Il gene egoista, e identifica il meme come una parte di un’idea, una lingua, una melodia, un’abilità, un valore morale o qualsiasi cosa che possa essere imparata e trasmessa. Così come esiste l’evoluzione genetica, esiste l’evoluzione memetica, il che significa che la trasmissione di idee, lingue o melodie non avviene senza mutazioni, come succede con i virus.

Il nostro collega Gianpiero di Chiodoschiacciachiodo ci ha fatto arrivare un meme, inviatogli a sua volta dai redattori di Les ales de Pegàs. Questo meme vuol fare conoscere la situazione delle materie classiche nei licei spagnoli, materie che sono a rischio.


La cultura classica è la base della nostra cultura, dell’arte, dell’architettura, e delle nostre lingue. La medicina, la botanica, il diritto, la chimica, la fisica, la matematica, continuano ad usare termini in latino o in greco. Cosa avrebbe fatto Darwin per classificare le specie senza? E Linneo? L’universalità di queste nomenclature ha aiutato scienziati, studenti e profani a conoscere il mondo.

Riceviamo la petizione e la firmiamo. L’abbiamo letta punto per punto e condividiamo quanto segnala. E non solo, perché noi, insegnanti di EOI della Comunitat Valenciana, siamo in questi momenti in una situazione simile. Conselleria ha aumentato la ratio di allievi che ci devono essere in un gruppo per aprirlo, o meglio, per non farlo sparire. Questo vuol dire che nelle scuole piccole spariranno lingue che adesso abbiamo la fortuna di poter imparare, come il tedesco, il russo, l'arabo, il portoghese, il cinese, il francese, il valenzano, lo spagnolo per stranieri, e, come no, l'italiano. La cultura non interessa ai poteri pubblici, e la crisi è una buona scusa per eliminare ciò che dà fastidio o che non dà un reddito elettorale.

La comunità educativa valenzana ha spesso protestato contro la politica educativa della Conselleria, e visto che negoziare si è avverata un'impresa difficile, alcuni collettivi di insegnanti hanno cercato di fare più visibili le loro proteste, con manifestazioni, lettere di protesta, o come nel caso dell'IES di Monforte del Cid (Liceo pubblico), appendendo la fotografia del Conseller d'Educació Font de Mora a testa in giù (come il ritratto di Filippo V a Xàtiva). Conselleria ha minacciato il Centro e ha aperto un'inchiesta.

E voi, cosa ne pensate di tutto questo?

Inoltriamo, come ci hanno detto che si deve fare, questo meme a quattro blog amici:

Difesa delle EOI della Comunità Valenzana / Defensa de les EOI de la Comunitat Valenciana



Le immagini della nuova EOI di Valenza (Immagine da Internet)





IN RISPOSTA ALL'APPELLO CONTRO

IL ROF LANCIATO DAI COLLEGHI DI CHIODOS(CHI)ACCIACHIODO


Quale dovrebbe essere il numero massimo di allievi in un corso di lingua straniera? Gli esperti dicono che 15, così come le istituzioni europee, pubbliche e private incaricate dell’insegnamento e della diffusione delle lingue straniere.

Le autorità educative valenzane hanno una teoria diversa: 37 allievi a lezione è il numero ideale, così imparate! Soprattutto perché quando arrivano i 37 alunni e vedono che non possono sedersi, c’è una sorta di selezione naturale per cui “rimangono soltanto i migliori”, vero? Bisogna stare attenti, però, perché se il numero di allievi scende a 20 o 18, le nostre autorità potrebbero chiudere il gruppo. Altro che selezione naturale!

Il nuovo metodo di selezione di allievi (Immagine da Internet)

Ci sono comunque delle alternative: le istituzioni private dove i membri delle autorità educative portano i propri figli, normalmente all’estero. Comunque, i lavoratori non è che avranno molto bisogno di parlare le lingue straniere, visto che quasi un terzo della popolazione lavora nel settore turistico. Siamo un popolo simpatico che si sa far capire con i gesti.



I gesti, il nuovo metodo proposto per sostituire l'insegnamento di lingue. (Immagine da Internet)

Le autorità ripetono in modo capzioso che “non si possono sovvenzionare le lezione private”,. Invece, non si pronunciano contro le grandi feste o i grandi eventi, che paghiamo con le nostre tasse ma ai quali non siamo invitati perché riservati a una certa classe sociale.

Un'alternativa accessibile a tutti: studiare le lingue all'estero. (foto da Internet)

Le minacce verso gli insegnanti sono ogni volta più forti, i diritti degli allievi non sono garantiti e il controllo politico sembra la priorità assoluta.


Conselleria non difende l’educazione pubblica, lo Stato se ne frega di quello che succede qui, Europa è assente, chi ci può aiutare? Supercoco?

Supercoco, Supereroe a cui rivolgersi in questi momenti. (Immagine da Internet)

Per saperne di più, vi consigliamo la lettura della lettera (per gli allievi) dell'associazione insegnanti EOI:

APEOICVA

Inoltre, se volete protestare anche voi, ecco alcuni suggerimenti. Potete scrivere a questi indirizzi (nella vostra lingua, ovviamente) :

- El Síndic de Greuges

- El defensor del pueblo

- Oltre a ciò, potete anche scrivere una mail al Conseller d'Educació, Font de Mora:

afontdemora@corts.es

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