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martedì, giugno 03, 2008

Le storie di Giuha



Le storie di Giuha

 


di Francesca Della Puppa

Nei Paesi Arabi il personaggio di Giuha ha un'origine molto antica (IX secolo) ed è tuttora sulla bocca di tutti. Le sue storie si raccontano sia negli ambienti popolari sia in quelli intellettuali. I suoi aneddoti sono considerati molto divertenti ma anche risorsa inesauribile di saggezza e di conoscenza dei caratteri umani; esiste, però un paradosso: si possono trovare alcuni racconti in cui il tratto dominante è la stupidità.

IL PERSONAGGIO
Giuha solitamente è rappresentato come un uomo non troppo giovane, con grandi baffi, un grande naso e un vestito pieno di toppe lungo fino ai piedi che calzano le caratteristiche babbucce.
Il suo nome deriva da un verbo arabo che significa “deviare dalla retta via”, inteso nel senso di non avere mai un comportamento uniforme e coerente. Per quanto riguarda il paradosso, in effetti, Giuha si caratterizza come un uomo dalla doppia personalità: è furbo e sciocco; povero e ricco; sfortunato e baciato dalla buona sorte; cittadino e campagnolo e così via.
Non si sa nulla di certo nemmeno sulla sua origine: molti paesi si contendono i suoi natali e la tradizione popolare ha fatto sì che le sue storie si diffondessero in un area molto vasta che comprende diversi popoli e culture. Viaggiando da un paese all'altro si è trasformato e noi lo possiamo ritrovare con nomi simili o anche completamente diversi: Giuha nel Magreb, Abu Nuwas in Siria e Iraq, Nasredin Hogia in Turchia, Giufà in Sicilia, Gioca` in Toscana, Giuca` nelle comunità albanesi, Giocha` per gli Ebrei...
TIPO DI RACCONTI
Le storie di Giuha non sono vere e proprie fiabe ma aneddoti attraverso i quali solitamente si può cogliere una qualche morale, oppure hanno un finale divertente a sorpresa: attraverso la furbizia e l'astuzia Giuha risolve le situazioni più varie.
I racconti sono stati tramandati di generazione in generazione oralmente; solo in questi ultimi anni alcuni scrittori di letteratura infantile hanno cominciato a pubblicarli. Il racconto orale e l'usanza di tramandare le storie senza scriverle sono ancora molto diffusi nei paesi arabi, la figura del narratore è ritenuta importante e spesso ha rivestito un ruolo quasi sacro.

Accanto agli aneddoti divertenti, del tutto simili a barzellette, si trovano racconti che hanno un significato più didascalico, cioè, attraverso l'episodio narrato cercano di insegnare qualcosa. I comportamenti più frequenti e i vizi più rappresentati nei racconti sono l'avidità, l'avarizia, il raccontar bugie, la falsa testimonianza, la mancanza di ospitalità, il tradimento, l'infedeltà nei confronti degli amici, l'adulazione sciocca verso i potenti.

I LUOGHI E I SOGGETTI DEI RACCONTI
Tutte le storie di Giuha si svolgono in ambienti caratteristici: il suq (il mercato), l'hammam (bagno pubblico), il ristorante, la moschea, il tribunale, il palazzo del principe o del sultano. Sono luoghi e scene di vita quotidiana in cui si vende o si compra qualcosa; si scambiano beni; ci si invita a pranzo e così via.

GLI ALTRI PERSONAGGI
Attorno a Giuha ruotano varie figure che animano le sue storie: i vicini di casa, gli amici degli amici e i suoi amici più stretti.
I primi sono avari, ingrati e tirchi; i secondi pretendono favori in nome di doni o piaceri ricevuti in tempi remoti; i terzi sollecitano Giuha a raccontare, oppure lo riconoscono per la sua saggezza o, infine, lo sottopongono a scherzi terribili.
Giuha ha anche una moglie di cui non si conosce molto, si sa che tesse stoffe bellissime, chiacchiera alle spalle del marito e partecipa a suo modo all'universo di saggezza e derisione di Giuha.

ANIMALI PRESENTI NELLE STORIE
L'animale più presente è l'asino: il suo, scheletrico e inseparabile, oppure quello da acquistare o da scambiare, quello che raglia al momento sbagliato o che non si trova...

Concludendosi può dire che Giuha in sé racchiude talmente tante sfaccettature diverse della vita e dei caratteri umani che diventa quasi un pretesto per riflettere sul nostro modo di fare e di rapportarci agli altri, un modo per parlare dell'uomo, dei suoi pregi e dei suoi difetti, del suo modo di vivere nella società. Giuha è la personalizzazione del modo ironico di guardare la realtà e per questo motivo può diventare personaggio ponte fra culture, elemento universale che unisce tutti gli uomini e li fa sentire più simili nell'essere umani.

ATTIVITA’


1) Leggere storie di Giuha: o solo in italiano, o con testo arabo a fronte, soprattutto in presenza di bambini arabofoni, oppure in francese e arabo se la classe fa francese come lingua straniera.

2) Ricercare se nella tradizione popolare italiana esistono personaggi simili e in quali storie.

3) Approfondire la figura del narratore di fiabe, cantastorie e simili, sia nella tradizione domestica sia nella tradizione storica popolare.

4) Seguire la traccia di lavoro della scheda allegata.

Fonti:
M. Rabozzi, STRANIERI SOTTO LO STESSO CIELO, L'Harmattan Italia;
A. Querze` (a cura di), I FILI DI ARIANNA, Comune di Modena;
Centro Come, I RACCONTI DI GIUHA;
F. Lazzarato, V. Ongini, L'EREDE DELLO SCEICCO, Mondadori;
S. Megally, LES HISTOIRES DE GUHA, Paris.

venerdì, marzo 28, 2008

Io e te / انا وانت


كتابات الناشطة عواطف عبد اللطيف بالإيطالية
عن قصيدتها : أنا و أنت
و قصتها: و تبددت الأحلام
هنا الترجمة كاملة.
مع أغلى التهاني و أجمل التمنيات.
انا وأنت
اريدك انت تسمعني
لا استطيع ان اصرخ حتى لا يستيقضون
سأتكلم معك بهمس
قرب اذنك مني
اتسمعني
سابوح لك بسر لا يعرفه احد
انني اصبحت أحسده في راحته
الطعنات تزداد
الخناجر تكثر
الدم ينزف
المشاعر تختنق
الكلمات تتعثر
تباع الاوطان
تكبر الحيتان
يسحق الانسان
تنعق الغربان
الكلام زور
الجلاد برئ
المخلص متهم
الحق مهظوم
البرئ مظلوم
الجبان بطل
ترى الوحوش يتهالكون
لا تستغرب نعم وحوش
قتل وخيانة
ذل ومهانة
ضحكات بلهاء
خطوات مهزوزة
نفوس مهدودة
فقد انقلب الزمان
لم يعد للخير مكان
******
ان كنت مضيئا هناك
ان كنت تراه
وهو في راحته
لا تقلقه ولكنني اريدك ان تخبره
لم يكن سيستطيع العيش
من كان يقول له لم تعمل يعملون
من كان يحسده لسفره يسافرون
ماذا كان سيفعل وللوطن يبيعون
الاطفال والشباب بالشوارع يموتون
والانتهازيون على الاكتاف يصعدون
وبمختلف الوجوه والشعارات يتخفون
يهربون ويحللون وللكرامة يسحقون
ولكل شئ جميل يهدون ويدمرون
هل نستطيع ان نوقف الزمن
هل ستسقط الاقنعة
لتظهر لنا
كلحة الوجوه
نقاء القلوب
صدق المشاعر
صفاء النفوس
نقاء الابتسامة
لنتعرف على الحقيقة برغم مرارتها
لا تتضايق من همسي
لقد صفعتني يد الزمان
وطعنتني الخناجر
وكان هذا قدري
هل تستطيع ان تمد يدك الي
احتاج
ليد قادرة
وقوة قاهرة
لأصعد اليك
اريد ان اراه ولو عن بعد
لاتنفس ولو للحظة
وابوح اليه بكل ما في نفسي
لاخبره بكل شئ
عله يسمعني
احتاج الى
لسان ناطق
قول صادق
سأصرخ بصوت
يشق الاذان
يزيل سكون المكان
يصل الى كل وجدان
يخترق جميع الجدران
يذوب حبا وحنان
ذهبت يا اغلى شئ
ذهب معك كل شئ
سأبقى اعد اللحظات
للقاء قريب
هل ستساعدني ايها القمر
هل ستبخل علي
ساحدثك كل يوم
لا لا تهرب ...لم تغادر
لا زلت بحاجة للبوح اليك
لا تضجر مني لم يعد لي سواك
سانتظرك كل يوم فلا تخذلني
علني انام عند ذهابك
هل ستتذكرني لتعود

"""""""



-فعلا اصبح الوضع لا يطاق
-لا استطيع الاحتمال لا كهرباء لا ماء لا حياة سموم امراض
خوف وذعر والبنات يكبرون
-لم يبقى شيئا ذهب الكثير ولم يبقى الا القليل
رن جرس هاتفه المحمول ليلا وكان صوت شقيقه على الطرف الاخر
-متى ستترك العراق يانمير
-لم يبقى شيئا انشاء فقد انتهيت من كل شئ
-ماذا بقي لك
-سأبيع اثاث البيت غدا
-لا تفكر بالمبلغ
-لقد انتهيت من تأجيربيت الوالدة وعرضت بيتي للأيجار
-وماذا تنتظر
-لا احد يريد ان يؤجر سأضطر الى تركه فارغا خوفا على بناتي
-تعجل الامور اخرج الى عمان اولا لنرى ماذا سنعمل لك ولعائلتتك
ساتصل باصدقائي غدا ليحجزوا لك شقة هناك
-شكرا
-هل انتهيت من تصديق الوثائق المدرسية للبنات من اجل اكمال دراستهن
-نعم
-لا تتأخر
-انشاء الله
-لا اله الا الله
-محمد رسول الله
اشرق الصباح وجاء من اتفق معه على شراء الاثاث وهو ينظر الى
كل قطعة منها بالم وحسرة وبقي يفكر بالسعر المعروض عليه ولكنه
تذكر ما سمعه من اخيه ليلة الامس فوافق من اجل عائلته وبدأ المشتري
بنقلها خارج المنزل وفرغ البيت من كل شئ

اتصل بمكتب السفريات واتفق على تأجير سيارة لتنقلهم فجر الغد الى
عمان

وبدأ الجميع بحزم الحقائب والعتمة تزداد وهم يفترشون الارض والجميع يحلم
بالغد الذي سيحمل الامل لهذه العائلة في العيش من جديد

الاصوات تتعالى خارج البيت ولم يعد يسمع سوى اصوات المؤذنين في كافة
الجوامع القريبة
الله اكبر الله اكبر الله اكبر
خرج مسرعا وزوجته تناديه الى اين انت ذاهب يانمير في هذا الظلام
فقط لأرى ماذا يحدث قد يكون هناك من يحتاج المساعدة خارجا لا بد ان يكون
هنالك سببا لم كل الجوامع تكبر هل محلتنا في خطر هل وطني في خطر
-ولكن بناتك مفزوعات
-كوني بجانبهم حتى اعود لن أتأخر
ولم تعد تسمع سوى صوت الأطلاقات النارية من كل جانب وضيائها
يزيل عتمة الليل وهي تردد الايات القرآنية وترتجف ولكنها يجب ان تكون
صلبة امام البنات
حاولت ان ترى من النافذة ماذا يحدث لم تستطع ان تتبين شيئا
سكت كل شئ أقلقها تأخيره
خرجت الى باب الدار لتبحث عنه في الظلام
تسمرت في مكانها وسقطت مغشيا عليها وهي تراه ملقى على الارض
مضرجا بدمائه ليروي بها تربه الوطن الغالي باطلاقة امريكية طائشة
ويصبح رقما في سجل الشهداء وتتعالى صرخات بناته لتصل الى عنان
السماء ويضيع الحق وتتبدد الاحلام

Io e te

Awatef Abd Allatif
Iraq
Traduzione a cura di
Asma Gherib

Io e te
Voglio che tu mi ascolti
Non posso gridare, per non svegliarli
Perciò parlerò con te bisbigliando
Avvicina il tuo orecchio a me
Mi ascolti?
Ti svelerò un segreto che nessuno sa
lo invidio nel suo riposo
le coltellate aumentano
i pugnali pure
il sangue gocciola
i sentimenti soffocano
le parole s’inceppano
le patrie si vendono
i pesci diventano sempre più grandi
l’Uomo viene schiacciato
i corvi gridano
i discorsi sono falsi
il boia è innocente
il salvatore è accusato
la verità è sconfitta
l’innocente è in giustiziato
il codardo è eroe
e quando vedrai le bestie combattere
non ti meravigliare, perché sono bestie.
Omicidio e tradimento?
umiliazione e sottomissione
stupide risate.
anime spossate.
il tempo ormai si è rovesciato
non vi è più posto per il bene.


Se tu dovessi ascendere al cielo radioso
E lo dovessi vedere
Mentre riposa
Non lo disturbare, ma vorrei che
Tu gli dicessi che
Non poteva farcela a vivere.
Ora coloro che dicevano di non fare,
essi oggi loro fanno
coloro che invidiavano il tuo viaggio
essi anche partono.
Cosa può fare mentre loro vendono la patria ?
I bambini e i giovani per le strade muoiono
e gli sciacalli sulle spalle salgono
e con tanti volti e slogano si nascondono,
scappano, rendono tutto lecito
e schiacciano la dignità
e ogni cosa bella demoliscono e distruggono.
Possiamo fermare il tempo?
Fare cadere le maschere?
Per scoprire il buio dei visi
la purezza dei cuori
la sincerità dei sentimenti
la chiarezza delle anime
lo splendore dei sorrisi
per conoscere la verità ,
nonostante la sua amarezza.

Non farti turbare dei miei bisbigli
é solo perché sono stata schiaffeggiata
dalla mano del tempo
e accoltellata dai pugnali,
questo era il mio destino,
potrai forse tendermi la mano?
Ho bisogno di una mano capace
di una forza potente
per salire verso di te
vorrei vederlo anche da lontano
per poter respirare anche per un momento
e spiegargli tutto quello che ho dentro
per dirgli tutto,
magari mi sentirà.
Ho bisogno di una lingua capace
di dire la verità
griderò con una voce che sia capace
di spaccare le orecchia
e di rompere il silenzio del posto
per arrivare a tutti i cuori
e perforare tutti i muri
sciogliendosi in amore e tenerezza.


Te ne sei andato o carissimo
e con te sono partite tutte le cose.
Conterò tutti i momenti
sino ad un incontro vicino,
mi aiuterai oh luna,
O sarai con me avara?
Parlerò con te ogni giorno
no, non scappare, perché te ne vai via?
Ho ancora bisogno di sfogarmi con te.
Non annoiarti di me,
mi sei rimasto solo tu.
Ti aspetterò ogni giorno
Quindi non mi deludere.
Chissà, magari dormirò dopo
la tua partenza,
avrai bisogno di ricordarti di me per tornare?


E i sogni si sono dissipati

- ‘E vero la situazione è diventata insopportabile.
- Non lo riesco a supportare più, non c’è elettricità, né acqua, né vita; veleni malattie, paura e le ragazze crescono in tutto questo.
- Non ci è rimasto nulla, si è perso tutto e quel che è rimasto è poco.
Era notte quando squillò il suo cellulare, era suo fratello a chiamarlo :
- quando lascerai l’Iraq oh Namir?
- Ho preparato tutto, e non è rimasto nulla.
- Cosa devi fare ancora?
- Venderò i mobili della casa domani.
- Non pensare al prezzo.
- Io ho affittato la casa di mia madre e ho messo la mia in affitto.
- E cosa aspetti?
- Nessuno la vuole affittare, forse sarò costretto a lasciarla vuota, ho paura per le mie figlie.
- Cerca di fare presto, vai ad Amman per primo, vedremo cosa possiamo fere per te e per la tua famiglia, contatterò i miei amici domani per prenotarti una casa lì;
- Grazie.
- Hai finito la legalizzazione dei ********i per la scuola delle ragazze, per poter proseguire i loro studi ?
- Sì
- Non fare tardi
- A Dio piacendo
- Non vi è Dio che Dio
- Maometto e il suo profeta.
Spuntò il mattino e arrivò una persona con la quale si era messo d’accordo per vendere i mobili della casa, e mentre guardava con dolore ogni prezzo e pensava al misero prezzo che gli fu proposto, si ricordò di ciò che gli disse suo fratello il giorno prima e quindi accettò, vendette tutto; l’uomo che comprò i mobili cominciò a metterli fuori, e la casa diventò vuota del tutto.
Contattò l’agenzia di viaggi e si mise d’accordo con loro per affittare una macchina che li potesse portare all’alba del giorno seguente verso Amman.
Cominciarono tutti a preparare le valigie, la notte era fitta, loro dormirono per terra sognando il domani che porta nel suo grembo la speranza di questa famiglia in una nuova vita.
Giunse l’alba, fuori casa si sentivano tante voci dei muezzin in tutte le vicine moschee, che salmodiavano le preghiere e chiamavano la gente a fare la preghiera dell’alba:
“Dio è grande. Dio è grande” salmodiava el muezzin .
Uscì in fretta seguito dalla moglie che gli chiedeva :
- dove stai andando oh Namir ?
- a vedere cosa sta succedendo fuori, ci sarà qualcuno che avrà bisogno d’aiuto, non capisco perché tutte le moschee stanno chiamando alle preghiere, forse il nostro quartiere o la nostra patria è in pericolo.
- Ma le ragazze sono spaventate.
- Rimane tu accanto a loro finché non torno, non farò tardi.
Ella rimase con le ragazze, non sentiva più niente se non i rumori delle pallottole provenienti da ogni parte, vedeva luci che toglievano il buio della notte, mentre stava recitando alcune sure del Corano tremando, cercando sempre di sembrare forte davanti le sue figlie.
Cercava di vedere attraverso la finestra quel che succedeva fuori ma non riusciva a vedere nulla; si preoccupò per il silenzio improvviso, uscì davanti la porta per cercare suo marito nel buio. Rimase impietrita al suo posto, e mentre lo guardava disteso per terra cadde svenuta. Lui era immerso nel suo sangue con il quale stava annaffiando la terra della sua cara patria, era una pallottola americana senza **** quella che lo aveva colpito e lo aveva fatto diventare un numero nel libro dei martiri.
Le grida della sue figlie arrivarono al cielo, e i loro sogno svanirono.


و على هذا الرابط أيضا:

http://www.leluminarie.it/?p=596


domenica, marzo 23, 2008

محنة قرية


(محنة قرية ) قصة : جوفاني فرجا / ترجمها عن الأيطالية : نهاد عبد الستار رشيد


قصة قصيرة

(( محنة قرية ))
بقلم: جوفاني فرجا
ترجمها عن الأيطالية : نهاد عبد الستار رشيد




" بيان عن ثورة البركان ! السنة اللهب باتجاه نيكولوسي ! " كان الحشد يندفع بسرعة صاخبة من الضواحي ،سيرا على الأقدام ، او على صهوات الخيل ، او في عربات نقل ، او باية طريقة ممكنة . كانت هناك ثمة زوبعة من الغبار الكثيف على امتداد المنحدر ، ووسط خضرة مزارع الكروم ، ترسم خط الطريق المتعرج . كانوا يلتقون عند كل ممر بعربات هابطة من القرية المهددة ، محملة بامتعة بيتية ، ومؤن واخشاب وحتى بمصاريع النوافذ والأبواب ودرابزونات الشرف ، وبكل ما تتطلبه عملية اخلاء قرية توشك على الأندثار . كان مع الأمتعة ، في عربات النقل ، او سيرا على الأقدام ، رجال ونساء متجهمين ، حاملين على اذرعهم اطفالأ هُجّعا ، ذوي وجوه متوهّجة من شدة الحرارة المتقدة واللهاث . من بيوت القرويين داخل المجمّعات السكنية المتناثرة ، على امتداد الطريق ، اطلّ السكان لمراقبة المشهد ، واضعين ايديهم على بطونهم ؛ ثمة عجوز كانت تعلق صورة رائعة على عضادة باب او مدخل بستان للخضر ؛ اولاد الشوارع الأوغاد الذين كانوا يلعبون على الأرض مبتهجون ؛ وعلى الأبواب المشرعة للكنائس الصغيرة ، كان تمثال القديس الشفيع يتلألأ تحت المظلة الصغيرة مثل شبح رهيب بشموعه المطفأة ، وامامه الأزهار الورقية . كان يتم تفريغ جميع حمولات العربات من الألواح الخشبية والمناضد في الساحة الصغيرة عند برج ( الكريفو ) لأقامة اكواخ اللاجئيين. كانت مضخات الأطفاء تتراجع مهرولة الى الوراء ، مصحوبة باهتياج عربات المدفعية ذات العجلتين ؛ وفي الجانب المقابل ، كان البركان يقذف سبائك اللهيب بقوة في الجو ، الى ارتفاع خمس مئة متر ،من وراء حجاب هائل من الرماد البركاني ، مصحوبة بدوي تحت سطح الأرض .
كان هناك ، عند مدخل البلدة الصغيرة ، اعاقة غير اعتيادية من العربات ، والخيول ، والأهالي الذين يتصارخون ، والجنود من حملة البنادق الذين شدّوا الأحزمة على اكتافهم وصدورهم كأنهم طليعة جيش مهزوم . كانوا يسيرون على تربة رملية سوداء ، بين صفين من البيوت غير المنتظمة ، الخالية من الآثاث، والمخلوعة الأبواب والنوافذ . ما يزال الناس ينقلون الأمتعة الشخصية بسرعة وصخب . من شرفة دار جديدة كانوا قد نزلوا فيها ، ارتفع صياحهم – ماأوسعها ! – خزانة الثياب الفخمة . لا تزال عجوز تقوم برعاية عدد من الدجاجات ، تجلس على سلّة في ساحة معزولة باطواق واضلاع البراميل . كان شخص بائس يتطلّع هنا وهناك ، الى المنازل الخالية من الأبواب ، ويدير ظهره الى الغرف الصغيرة الخالية ، وينتظر باكتئاب من دون امل ، في صمت مطبق ، كما لو كان مشرفا على الموت في ردهة الوفيات . انتظمت ، على رصيف النادي الريفي ، بعض السيدات على صفين من الكراسي ، وقد حضرن لرؤية المشهد . استعانت السيدات بمراوح يدوية ، لأبعاد دخان سجائر الرجال ، وهناك ثمة حاوية ( آيس كريم ) ، كانت تطوف هنا وهناك ، بماء بارد منعش ، وظُلّة القربان المقدس ، برماحها داخل الحزمة ، متكئة على الجدار ، وباب الكنيسة المقابلة مفتوح على مصراعيه ، عدا تألق حزين للقديسين المطليين بالذهب في نهاية المذبح . هناك فوق برج الأجراس ، فوق الصخب ، فوق الضجيج ، فوق اصوات البركان المدوية ، كان الجرس يقرع للمواكب ، دون ان يتوقف لحظة واحدة .
الى الشمال باتجاه الجبل البركاني ( اتنا ) ، كان الطريق العام يمتد وسط صفين من شجيرات الرتم ، وقد احتشد بفضوليين لغرض المشاهدة ، كانوا يضحكون ويثيرون الضجيج ، وينادي بعضهم البعض الآخر من بعيد ، وبالصيحات المكبوتة للسيدات المترنحات على سروج البغال غير الثابتة ، وبنداءات باعة المشروبات الغازية والجعة والبيض والليمون ، تحت الخيام التي نُصبت بسرعة . كانوا يسمعون اولئك الأكثر بعدا حين يصلون الى اعلى المرتقى الشديد الأنحدار ، فيطلقون صيحة جذلى ، ها هو ذا ! ها هو ذا !
في الجهة المقابلة الى اليمين والى اليسار ، على مدى البصر ، كالسد الشامخ على شاطىء اسود شديد الأنحدار ينبعث منه الدخان انتشرت فيه الأخاديد التي تتخللها شقوق متوهجة ، كان تيار الحمم – يحدث منها دمارا مصحوبا بقعقعة حادة لمواد مخاطية من اشجار جوز الهند التي ربما تكون ازهارها قد بدأت تتفتح ، تهتز مرة اخرى لنسيم المساء ؛ ثمة نساء يتشبثن باذرع رفاقهن في السفر، ويرتجفن بابتهاج ؛ تشتت آخرون في حقول الكروم ، على امتداد طريق التيار المنذر بالخطر ، كانوا يقفزون فوق الحواجز الجدارية الواطئة ، ويتخطون الحفر وثبا ، والنساء يمسكن تنانيرهن بايديهن ، وتصدر البراقع والمظلات الشمسية تموّجا لانهائيا ، فيما كان الشفق يحتضر في الغرب ، وكانت البحرية ، مع ذلك ، تتفرق بعيدا ، وكان السيل العارم من الحمم ، في ذلك الوقت ، يتوهج في الأفق المعتم . كان ضجيج الأجراس ، وغماغم مشوشة وكئيبة ، وسرب حشرات مضيئة ، من اليراع المتنقل ، تأتي باستمرار من البلدة الصغيرة الضائعة في الظلام . ثم ظهر من ظُلمة الطريق ، موكب غريب ، من الرجال والنساء ، حفاة ، يضربون على الصدور ، وينشدون ترانيم مقدسة باصوات خافتة ، ونبرة ملحة وحزينة ، لايفهم منها سوى – الرحمة ! الرحمة ! . وكان فوق الحشود السوداء ، التي لا يمكن تمييزها من اولئك التائبين ، بين اربعة مشاعل في جو مفعم بالدخان ،تمثال خشبي للسيد المسيح ، سوّده الدخان ، يبدو صارما ، متجهما ، ومتأرجحا على مناكب الرجال الذين كانت اقدامهم تغوص في الرمال




L'uovo della notte / Daniela Thomas


بيضة الليل ل Daniela Thomas


بيضة الليل
لدانييلا توماس
ترجمة أسماء غريب
Daniela Thomas
Traduzione a cura di Asma Gherib

كان ماكو طفلا شديد الخوف من الظلام و لايعرف كيف يحدث الآخرين بخوفه هذا وفي كل ليلة كان يلتصق خلف باب كوخه ليراقب تلك البيضة النارية الدائرية الشكل و المرتاحة هناك فوق أعشاشها الموضوعة فوق النخلات المعانقة للسماء بعلوها.
كان ماكو يلاحظ كيف كانت تثكاثر تلك البيضات في دقائق قليلة من الزمن و كيف أن النخلات كن يصبحن في وقت قليل مزينات بعناقيد صغيرة من عنب ذي لون برتقالي كلون الشمس أما عن الكيفية التي كان يحدث بها هذا الثكاثر فذاك ما لم يستطع ماكو أن يفهمه أبدا.
كان بيض النار يسقط على مهل فوق جذوع النخل الجافة فتلتهب السماء للونه الساطع و ما إن كان يحل الليل الرهيب، يبدأ هذا البيض في الاختفاء رويدا رويدا.
و بمرور الوقت كان اللون البرتقالي لبيض النخيل يتغير هو الآخر و يصبح شيئا فشيئا غامق اللون و بنّيه وفي يوم من الأيام صعد ماكو معتمدا على يديه و قدميه إلى قمة النخلة حيث عش البيضة النارية وأخذ منه تمرة صغيرة بنّية.
كان ماكو يعلم بأن تلك التمرة تشبه الليل في لونها و أنها في يوم ما كانت بيضة الشمس لذا كان لايفارقها عند نومه في كل ليلة و هو يحلم بأنه أصبح هو الآخر نخلة تمتلئ ببيض الشمس الذي ستتوالد منه بعد ذلك سلسلات لا متناهية ومتلاحقة من الليالي الهادئة و بالرغم من كل هذا ظل ماكو يخاف من الظلام.
في إحدى الليالي حلم ماكو حلما غريبا رأى فيه شيخا عجوزا، ذي عظام بارزة و حواجب و لحية بيضاء، كان هذا الشيخ منهمكا في قراءة بعض من طلاسمه السحرية على النار العظيمة التي كانت مشتعلة بجانبه و هي تستجيب إليه في طواعية متناهية، ترقص و تلتوي وتلف حول جسده دون أن تمسه بأذى و هو يبتسم لها و أحيانا يداعبها.
اقترب ماكو من الشيخ العجوز و أراه بيضة الشمس فالتفت العجوز إلى صديقته النار و أشار إليها قائلا: "أنت لم تولد كي تصبح عشا يا ماكو ! أنت لست نخلة. عليك أن تأكل الليل يا ماكو ! "
و قبل ان يجيب أو يعلق على ما قاله الشيخ، استيقظ ماكو و التمرة الصغيرة البنية مازالت بين يده المقفلة بشدة.
بالخارج كان الوقت مازال ليلا و لكن ماكو الصغير أحس بأنه عليه أن يطيع شيخ الحلم فخرج من كوخه كي يأكل الليل.
حافي القدمين و لكن يقظا و نشطا، فتح ماكو فمه و أراد أن يقضم بأسنانه جسد الليل و لكن عبثا، فكلما حاول و حاول أن يفاجئ الليل و ينقض عليه بأسنانه كلما باءت محاولاته بالفشل وبقي فمه فارغا. و بالرغم من كل هذا اكتشف أن ماقاله له العجوز كان حقيقة، فهو ليس بعش و لا بنخلة لأنه خلق من أجل أن يبتلع الليل !
أحس ماكو أنه نسي الخوف و بدأ يفتح فمه عن آخره كالليث و لكن عبثا.
جلس تعبا و محبطا على الأرض: وكان قد ابتعد كثيرا عن كوخه و لم تكن لديه أي رغبة في العودة إلى الخلف ففي كل الأحوال كانت القرية غارقة في نوم عميق و لاأحد كان بإمكانه أن يلاحظ غيابه.
أغلق عينيه و غاص في ذاك الظلام الآخر الخالي من النجوم و القمر، ذاك الظلام الذي كان يحمل دائما بداخله و الذي كان يبدو طويلا و بدون نهاية. غرق في ظلام جسده و بدأ في تتبع تناغم أنفاسه، طمأن نفسه و قلبه و أرخى أطرافه و ركز تفكيره في يده المحكمة الإغلاق على تلك التمرة البنية و على بيض الليل الذي كانت تضعه بيضة الشمس الكبرى أمام عينيه. كان الأمر يتعلق بذاك الليل الذي كان عليه أن يأكله، أي تلك البيضة التي لم يكن ممكنا أن يكون هو عشها !
وبعينين مغمضتين رفع ماكو رويدا يده و وضع التمرة بفيه و تذوق بعمق و رقة جوهرها و أحس بحلاوة لا مثيل لها تغمره و تثيره في حين بدأت السماء المظلمة بداخله تذوب و تتشح شيئا فشيئا بلون عسلي و برتقالي.
و بينما هو في مركز الموضع الذي اختاره للجلوس به و بين أسنانه نواة التمرة إذا به يشاهد بزوغ أول نور فجره في حين كانت شمس الصباح تشعل فوق بشرته السمراء أجمل تجليات اللون البرتقالي. الآن بدأ يبدو هو الآخر و كأنه بيضة الشمس
.

i fiori della deserta / ورد الصحراء


ورد الصحراء


«E´ un film sbrigativo», dice Monicelli, all´anteprima bolognese de "Le rose del deserto". Con lui, prima di scappare in teatro per il nuovo spettacolo con Rocco Papaleo, un Alessandro Haber che gioca col Maestro alla vittima e carnefice, lamentando vessazioni sul set ed esponendosi alle bonarie frecciate del regista. Il tutto all´insegna dell´understatement: uno dei più grandi registi italiani di sempre si presenta - sciarpa blu, pantaloni di fustagno e scarpe sportive - come un toscanaccio qualunque: orgoglioso ma senza alterigia, affabulatore, furbo. Il volto adombrato da una peluria brizzolata è sempre lievemente imbronciato, concentrato, ma pronto a ricomporsi in un´espressione beffarda, ironica. I piccoli occhi dietro le lenti brillano incessantemente. Alla bellezza di 91 anni, Monicelli è un ragazzino. Racconta del nuovo film come di un piccolo nulla fatto senza sforzo, uno svago necessario. Tratto da un romanzo di Tobino (Il deserto della Libia), Le rose del deserto narra le (dis)avventure di un reparto d´infermeria dell´esercito italiano che sul finire della guerra mondiale si ritrova immerso nel brodo del deserto libico, in una operazione militare improvvisata e incomprensibile.


Tutti pensano che la guerra stia per finire e che quella di Libia sia una campagna veloce, facile e indolore: il maggiore (Haber) passa il suo tempo a scrivere lettere d´amore alla moglie, in mezzo a classici greci sfogliati dal polveroso vento africano; il giovane laureando in oculistica, interpretato da Pasotti, s´inerpica sulle dune per cercare le inquadrature migliori del sole fra le palme e gironzola, svagato e vacanziero, alla ricerca di soggetti da immortalare con la sua macchina fotografica. I soldati giocano a dama e goliardeggiano. I gradi più alti dell´esercito, ottusi e gretti, prendono decisioni strategiche e ricevono importanti notizie immancabilmente mentre mangiano enormi piatti di pastasciutta o sono immersi in vasche da bagno schiumose. Una vacanza, questa era la Libia: sicura era la vittoria, e sicura la partecipazione dell´Italia al futuro Gran Banchetto allestito da Hitler. Finché, nel film come nella storia, non cominciano a piovere le bombe e a morire i soldati. E tuttavia «c´è qualcosa nell´uomo che non muore mai», dice, in uno dei momenti più belli del film, lo splendido Placido, nei panni lerci e lisi di un fraticello energico, dai modi spicci, che arriva ovunque e ovunque aiuta. Non si tratta, dunque, di un film triste: vita e morte sono naturali nel fluire eterno del tempo, pianto e riso si confondono (e questo è tipico della grande commedia all´italiana), il vento spazza via tutto e ci si rimette in marcia. L´assurdità della guerra, che impone un solo modo di vita e azione, che sottomette la personalità degli uomini alle logiche infernali del suo inesorabile meccanismo di morte, è incarnata dal maggiore dall´animo raffinato, colto e romantico, che non ama comandare e attenua ordini e rimproveri sempre con la stessa formula: «ma per il bene che ti voglio.». ب la figura più drammatica, più complessa: la guerra ne travolgerà la vita, precipitandolo dalle altezze rarefatte della poesia ad una realtà brutale e insensata, che deciderà al suo posto i tempi e i modi. Tanto il maggiore è tratteggiato nel dettaglio tanto il generale, interpretato da un divertentissimo Tatti Sanguineti, è abbozzato in caricatura: è un ometto affettato dall´eloquio mussoliniano che pretende (e ottiene) un cimitero per la sua divisione, con una grossa croce in mezzo, e bada più ad avanzare di grado che al bene dei suoi soldati. Ma indegno del tempo umano, arriva e se ne va sempre sullo stesso sidecar, sempre in accelerazione.

"Le rose del deserto" racconta la guerra di Libia, certamente, ma come spesso accade ai film di Monicelli anche quest´ultimo finisce per tramandare un respiro più lungo del breve fiato degli accidenti storici: il coro dei personaggi con le loro vicende personali tesse, grazie anche ad una sceneggiatura magnificamente scritta, il racconto commovente dell´Italia, magma di dialetti (dal friulano al pugliese) e cadenze, ma paese unico, con una sua essenza indistruttibile. Un´umanità che il grande cinema italiano, con Risi, Germi, ma Monicelli soprattutto, ha descritto in decine di film: disorganizzata e leggera, altruista e generosa, furba ma ingenua. Quasi sempre perdente, e tuttavia tenace e durevole, proprio come quelle rose del deserto che non sono fiori che vivono lo spazio di un giorno, ma rocce scolpite dal vento e dalla sabbia


sabato, marzo 22, 2008

Il martire / الشهيد


الشهيد

قصة قصيرة جدا
ابراهيم درغوثي / تونس

وأنا أدخل باب الجبانة واجهتني الحفرة كجرح نازف
منذ بدء الخليقة ، فذهبت أسأل حارس المقبرة عمن نبش هذا القبر .
قال إن رجالا مهمين جاءوا منذ يومين يجمعون بقية عظام شهداء الثورة ليدفنوها في مقبرة الاستقلال.
فقلت له إن هذا قبر الحركي الذي دل جيش فرنسا على مكان اجتماع الثوار فهاجموهم على حين غرة وقتلوا هذا الذي مازال راقدا هنا تحت التراب بينما فر بقية رفاقه تحت جنح الظلام.
قال : تشابهت علي القبور فأشرت عليهم بهذا ، وأشار إلى الحفرة التي حوت قبر الرجل الذي عاد الثوار فذبحوه بعدما غادر جيش فرنسا الحي
وقال : لقد ضرب له ضابط ، سلام تعظيم ، بعدما غلفوا الصندوق الذي حوى رفاته بعلم الوطن .
نظرت إلى قبر الشهيد الراقد في جبانة الغرباء وابتلعت لساني



قصة : الشهيد

ترجمتها إلى الإيطالية
أسماء غريب / إيطاليا

Racconti brevi dalla Tunisia:
Di Ibrahim Darghouti
Traduzione a cura di Asma Gherib

Il martire

Superata la porta del cimitero, vidi aperta la fossa di una tomba come una ferita che sembrava sanguinare sin dall’inizio del creato.
Mi diressi verso il custode del cimitero e gli chiesi chi è stato a scavare questa tomba?
Egli mi risposi che due giorni fa sono venuti degli uomini importanti per raccogliere le ossa dei martiri della rivoluzione e trasportarli al cimitero dell’indipendenza.
Gli risposi che quella era però, la tomba di colui che aveva svelato all’esercito francese il posto dove si riunivano i rivoluzionari e che grazie a questa indicazione loro erano riusciti ad improvvisarli, ad attaccarli e ad uccidere quest’uomo che è rimasto qui giacente sotto terra, mentre gli altri erano riusciti a sfuggire coprendosi dal fitto buio.
E mentre m’indicava con la mano la fossa che conteneva la tomba dell’uomo che i rivoluzionari avevano sgozzato dopo che l’esercito francese era andato via dal quartiere, mi dissi che era confuso e con tutte quelle tombe che si assomigliavano indicò loro proprio la tomba di quest’uomo.
Il custode aggiunse:
Anzi l’aveva per fino salutato in modo eroico un’ufficiale dopo aver coperto la bara che conteneva le sue ossa con la bandiera della patria.
Guardai la tomba del martire giacente ancora nel cimitero degli stranieri e inghiottì la mia lingua


I conigli non piangono i loro morti / الأرانب لا تبكي موتاها


الأرانب لا تبكي موتاها
قصة قصيرة
ابراهيم درغوثي / تونس

ترجمتها الى الايطالية : أسماء غريب


I conigli non piangono i loro morti
Tunisia
Di Ibrahim Darghouti
Traduzione a cura di Asma Gherib.

Per questi cuccioli, questo era il loro primo giorno, il sole non era ancora sorto ma loro iniziarono gia’ ad uscire dalla tana uno dopo l’altro: Il primo coniglio ad essere fuori era quello nero; era selvatico e punteggiato da macchioline bianche, fece un salto ed era ormai scomparso dietro la collina e lontano dalla tana che si trovava sotto un ulivo e accanto ad una valle. Il secondo coniglio era grigio, tutto spaventato comincio’ ad annusare l’aria fresca , a starnutire e a girarsi a destra e a sinistra per poi scomparire anche lui dietro il bosco. Il terzo coniglio era di color marrone, che fermandosi un attimo all’ingresso della tana, scosse la testa e dando il buongiorno al grande sole fece un salto seguendo il coniglio grigio. Non appena il sole comincio’ a scomparire lentamente dietro la montagna i tre conigli cominciarono a tornare alla tana uno dopo l’altro: il primo a rientrare era il coniglio nero che leggero e dinamico era comparso da dietro una roccia e con un salto era gia’ dentro la tana, fu seguito dopo dal coniglio grigio che nonostante il suo lento passo era sveglio e attento, anche lui infilando la testa dalla porta della tana era gia’ dentro, e infine il coniglio marrone che seguendo velocemente e come uno spettro il secondo coniglio era anche lui gia’ dentro.
Rientrati tutti, non si sentiva piu’ nessun rumore davanti alla tana.
Passati tre giorni e non appena fu di nuovo mattina i tre conigli uscirono uno dopo l’altro e quando era ormai mezzogiorno molte pallottole cominciarono a piovere su di loro e il volto del cielo divento’ nero e quando era gia’ sera tornarono tutti quanti alla tana anche se il coniglio marrone quasi zoppicando stava sbagliando l’ingresso.
Una settimana dopo, si vedeva di sera gia’ tornare da solo il coniglio nero perché gli altri due erano rimasti dentro la tana. Dieci giorni dopo e quando il sole appassito stava tramontando non si vedeva tornare alla tana nessuno.
Due settimane dopo i conigli riprendendosi dallo spavento iniziarono ad affacciarsi fuori uno dopo l’altro. Annusavano l’erba fresca e leccavano la rugiada posta su i fiori appena sbocciati e saltellando erano già dietro la collina.
I tre conigli erano piccolini quanto un topolino, giocavano tutto il giorno dentro questo immenso orto e senza rendersene conto si erano addormentati dalla forte stanchezza, sotto l’ulivo e quando era gia’ sera rientrarono tutti tre alla tana che fuori di essa si vedeva gia’ la notte calata sulla collina con il volto del cielo abbellito dalla luce della luna.



الأرانب لا تبكي موتاها .
قصة قصيرة جدا
ابراهيم درغوثي / تونس

اليوم الأول ، في الصباح الباكر ، في غفلة من الشمس،
غادرت الأرانب الجحر .
أولا ، خرج الأرنب الأسود ، الشرس ، المرقط بالأبيض .
اندفع من باب الجحر المحفور بعناية تحت زيتونة ، في جانب الوادي . قفز عاليا ، وغاب وراء الهضبة .
تبعه الأرنب الرصاصي وجلا . تشمم وجه الهواء الطري . عطس . التفت يمنة . التفت يسرة ، وغاب وسط الدغل .
جاء الأرنب البني ثالثا . وقف برهة في باب الجحر . هز رأسه ، وسلم على الشمس الكبيرة ، وقفز وراء الأرنب الرصاصي .
في المساء والشمس الثقيلة تختفي وراء الجبل ، أطل الأرنب الأسود من وراء صخرة ، ثم خفيفا قفز داخل الجحر . بعد دقيقة وصل الرصاصي فطنا يقظان النظرة ، إلا أن خطوه كان ثقيلا بعض الشيء . دس رأسه في باب الجحر ،، وغاب في الظلام . قفز الأرنب البني كالطيف وراء الرصاصي وهدأت الحركة أمام جحر الأرانب .

بعد ثلاثة أيام ، صباحا ، كان الأرنب البني أول من أطل من الباب
جاء بعده الرصاصي ، ثم البني ...
حين وصلت الشمس صرة السماء ، انهمر الرصاص على الأرانب .
وأظلم وجه السماء .
مساء ، قفز الأرنب الأسود داخل الجحر .
بعد دقيقة لحق به البني مهزوز الخطو ، يكاد يخطئ الباب .
بعد أسبوع ،في المساء الساكن كمقبرة مهجورة ، عاد الأرنب الأسود وحيدا إلى الجحر
بعد عشرة أيام ،غابت الشمس الذابلة ، ولم يطرق باب الجحر طارق .
بعد أسبوعين ، صباحا ، أطل من باب الجحر أرنب أسود مرقط بالأبيض
جاء وراءه أرنب رصاصي ، ثم تبعهما البني .
تشممت الأرانب العشب النابت أمام الجحر ، ولحست الطل من على الأزهار التي استيقظت لتوها ، ثم قفزت ، وغابت وراء الهضبة .
كانت الأرانب الثلاثة صغيرة .أكبر بقليل من فأر المنزل .
نطت خفيفة هنا وهناك داخل الحقل الفسيح . ثم ، وكأن تعب الدنيا كلها حط عليها ، فاقتربت من بعضها ، ونامت تحت ظل شجرة زيتون .
في المساء ،عادت الأرانب إلى الجحر . دخل الأرنب الأسود أولا ، ثم تبعه الرصاصي ، فالبني ...
وهبط الليل على الربوة . وازدان وجه السماء بنور القمر ..
.

Il sultano dei cani / قصة سلطان الكلاب


قصة سلطان الكلاب
ترجمتها إلى الإيطالية :
أسماء غريب

Il sultano dei cani
Di ibrahim Darghouti
Tunisia
Traduzione a cura di Asma Gherib

ospitando la sua cugina foca *, il cane decide di portarla fuori per farla vedere la città dove abita. Alla foca aveva piaciuto molto la vita sulla terra con tutti i suoi rumori e il suo chiasso e quando erano ormai stanchi dalla gita tornarono a l palazzo dove viveva il padrone del cane.
Arrivati li', fecero un’altra passeggiata per il giardino godendosi della beltà e della bontà della vita e si misero sdraiati sotto un gelsomino, a quel punto il cane chiese alla sua cugina foca della sua vita e del come la conduceva, lei gli rispose ch’era *******a del suo padrone e che per quanto è trattata bene si sentiva di essere il sultano dei cani. Il cane ascoltando i suoi discorsi chiese a lei si era disposta a cambiare la sua vita lasciando il mare e venendo a condurre insieme a lui in questo palazzo una vita agiata e dignitosa, la foca sentendo la proposta del suo cugino gli chiese un momento di riflessione per valutare meglio la questione.
Quando era già sera venne il padrone del palazzo e mise un guinzaglio intorno al collo del cane legandolo al gelsomino e lasciandolo abbaiare per tutta la notte. Il cane non poteva dormire solo quando stavano sorgere i primi fili del mattino. Un volta svegliato, cerco' la sua cugina foca, ma di lei non c’era alcuna traccia e il suo posto era ormai freddo.

* La foca e' chiamata in lingua araba il cane del mare.


سلطان الكلاب
قصة قصيرة جدا
ابراهيم درغوثي

استضاف كلب البر ابن عمه كلب البحر واصطحبه في زيارة للمدينة التي يقيم فيها ، فانبهر كلب البحر بحياة البر وما فيها من صخب وضجيج . وعندما أعياهما التجوال في المدينة عادا إلى بيت صاحب كلب البر ، فطافا بالقصر وحديقته وتمتعا بزينة الحياة وطيبها ثم استراحا تحت شجرة ياسمين وارفة الظلال . ساعتها سأل كلب البر ابن عمه عن معيشه وشرابه ، فأعلمه بأن صاحبه يوفر له كل مستلزمات حياته حتى أنه حسب نفسه سلطان الكلاب لما يجده من وفرة ورخاء عيش وسأله إن كان يرغب في ترك البحر والإقامة نهائيا عنده معززا مكرما . فترجاه أن يترك له فرصة للتفكير وتقليب المقترح على جوانبه الأربعة .
ليلا جاء صاحب كلب البر، فعلق في عنقه أنشوطة وربطها في شجرة الياسمين وعاد إلى القصر .
وظل الكلب ينبح طول الليل . ولم يغمض له جفن إلا عند تباشير الصباح .
عندما أفاق من نومه ، لم يجد ابن عمه كلب البحر . كان فراشه باردا


comming soon

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